9th September 2011
Per molti versi assomigliava al suo amico e nemico Landolfi, al quale da ultimo attribuiva la perdita di un milione al giuoco. Tutti e due privilegiati e tutti e due in corsa verso la rovina. La storia del giuoco d’azzardo negli anni di guerra a Firenze e’ stata raccontata da Gadda in una lettera al cugino Piero, dove naturalmente ironizzava mettendo l’accento sulle “reciproche fregature fra amici”. Un periodo che si protrasse oltre la guerra, quando Landolfi vinse la somma di 7 milioni di allora, 1945, e li perse la sera dopo. Pochi mesi piu’ tardi, la stessa sorte tocco’ a Delfini che ne diede la colpa a Landolfi e fu la fine dell’amicizia. Il giuoco rientrava nella filosofia della distruzione e della rovina, esaltata nei racconti di Tommaso Landolfi e di Antonio Delfini.
Dalla recensione di Carlo Bo al volume: Antonio Delfini, Manifesto per un partito conservatore e comunista e altri scritti, Garzanti 1997, a cura di Cesare Garboli.
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